Pubblicità: l’evoluzione digitale ucciderà stampa e affissione?

Non solo stampa e affissione, ma l’intero comparto della pubblicità tradizionale è sofferente, in contrasto con i mezzi digitali che continuano a crescere e prosperare: rimane da capire se il paziente è “malato terminale” o sopravviverà alla brutta condizione in cui si trova.

Nel web i termini e le condizioni della propagazione del messaggio pubblicitario sono nuovi ed in continua trasformazione, hanno a che fare con la socialità, la credibilità e la reputazione. Il pubblico diventa attivo e parte in causa nel successo e nell’insuccesso del prodotto. In più il rapporto costi/benefici nell’investimento sembra guadagnarci, e questo alle aziende non può che piacere.

E mentre l’informazione rapidamente porta le testate a spostarsi dalla carta stampata ai canali digitali, spuntano ovunque piattaforme di gestione della pubblicità digitale: dai brevetti per aggiungere ads sugli e-book agli annunci più o meno desiderati su smartphone e tablets.

Per contro rimane difficile pensare alle città prive della brandizzazione cui ormai sono oggetto, per la presenza massiva di cartelloni ma anche per il proliferare di spazi in tutti gli ambiti degli spostamenti quotidiani delle masse dei cittadini.

La pubblicità è per esempio una voce di bilancio importante nei bilanci dei mezzi pubblici o in quelli delle amministrazioni municipali.

Dunque, il malato è terminale?

per sperne di più Corrieredellecomunicazioni.it.

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